Cosa vedere a Comiso

Scoprire Comiso

Nella parte sud occidentale della Provincia di Ragusa, stretta tra Vittoria, Ragusa e Chiaramonte Gulfi troviamo Comiso. Ti guidiamo nella città casmenea seguendo un itinerario che ti farà conoscere i monumenti e gli aspetti più interessanti della città di Gesualbo Bufalino.

Montalbano a Comiso

L’ex Mercato ittico e la Chiesa di Santa Maria delle Stelle, insieme alla sua bellissima cupola, sono i luoghi dove si trova a gravitare Montalbano durante le sue indagini.

Cosa vedere a Comiso

La guida di Visit Vigata dedicata a Comiso.

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Il cuore della città è Piazza fonte Diana dove si possono ammirare la suggestiva fontana omonima e il settecentesco Palazzo Comunale, custode di uno sfarzoso scalone e caratterizzato da un prospetto classicheggiante. Le sue fondamenta poggiano su una Terma Romana scoperta solo negli anni Trenta. Sulla stessa piazza si affaccia anche il Palazzo Iacono-Ciarcià costruito prima del terremoto del 1693 e arricchito dopo il sisma; esempio del tardo barocco siciliano è dotato di elegante loggiato.

Poco distante su una piccola piazzetta notiamo la chiesa di San Biagio ricostruita dopo il terremoto ad una sola navata e con un campanile finemente decorato con maioliche colorate. Di fronte alla chiesa troviamo il Castello dei Naselli, antica dimora fortificata della famiglia che nel Cinquecento elevò Comiso da baronia a contea. L’attuale castello fu costruito negli ultimi anni del Quattrocento su una struttura precedente, molto probabilmente di epoca classica, appartenuta ai signori che avevano governato la città. La parte più antica è il Battistero intitolato a San Gregorio Magno dove sono ancora visibili affreschi di epoca bizantina risalenti all’anno mille.

Teatro Naselli e antico mercato

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Nel 1841, al posto di alcuni magazzini fu edificato un teatro in stile neoclassico con un prospetto caratterizzato da un portico dorico-siculo. Il Teatro poteva ospitare 108, sul suo palco passarono le migliori compagnie dell’epoca. Dopo la Seconda Guerra Mondiale però visse un lungo periodo di decadenza diventando anche deposito di rifiuti. Quando negli anni Settanta fu ricostruito fu possibile conservare solo la facciata, purtroppo per problemi di sicurezza rimase chiuso a lungo. Sul finire del Novecento fu ristrutturato, riaperto nel 2000 fu intitolato ai Conti Naselli. Arnoldo Foà fu il primo a calcare il rinnovato palco del Teatro Naselli che oggi ospita interessanti stagioni teatrali e musicali.

Spostandoci a piazza delle Erbe potremo ammirare l’antico Mercato e la chiesa di Santa Maria delle Stelle. Il Mercato, costruito nel 1871, è collegato alla piazza da una scalinata ed è caratterizzato da un loggiato esterno e da uno interno che abbraccia una fontana; oggi ospita la Fondazione Gesualdo Bufalino.

Chiesa di Santa Maria delle Stelle

La chiesa di Santa Maria delle Stelle invece risale al XII secolo ma fu più volte rimaneggiata, l’aspetto odierno è dovuto alla ricostruzione settecentesca. Sorge dove anticamente era presente una chiesa dedicata a Santa Maria del Mulino risalente al XII secolo e  poco distante dalla Fonte Diana. La Basilica fu edificata all’inizio del XV secolo ma fu in parte distrutta dal terremoto del 1693.

Un alacre lavoro dei capimastri locali permise di riconsacrarla e aprirla al culto sei anni dopo sebbene non fosse ancora del tutto completata. Il prospetto terminava con il primo ordine, per completarlo fu chiesto Rosario Gagliardi, noto architetto della ricostruzione tardo barocca nel Val di Noto, di redigere il progetto per dare una veste scenografica adeguata alla struttura. Il progetto di Gagliardi non verrà mai realizzato, la chiesa verrà completata molto dopo su progetto degli architetti Mariano Battaglia e Giovanni Galoto che disegnerà la snella cupola di stile neo-gotica (1894).

I lavori proseguiranno anche nel ‘900 e il prospetto poté dirsi completo solo nel 1936. Il risultato è una facciata imponente che svetta alta oltre i tetti delle case vicine. Fasciata da due lesene che corrono lungo i due ordini è conclusa da una cella campanaria con un cupolino. Sebbene costruita in epoche diverse il risultato è un prospetto armonioso ed elegante. Dell’antica struttura precedente il sisma del 1693 è rimasta solo la navata centrale attorno a cui la chiesa è stata ricostruita.

Le tre navate interne sono divise da colonne che reggono archi acuti, sulla navata centrale possiamo ammirare un bel soffitto ligneo affrescato nel Seicento. Ricca di stucchi, custodisce preziose opere d’arte sacra, tra questi anche una statua della Madonna del Carmine riconducibile alla scuola di Alberto Gagini, famoso architetto e scultore palermitano.

Chiesa dell’Annunziata

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A pochi passi da Piazza delle Erbe troviamo la Chiesa di San Francesco all’Immacolata, una delle chiese più antiche della città e dichiarata Monumento Nazionale. La chiesa risalente al XIV secolo è un piccolo scrigno che custodisce la cappella-mausoleo della famiglia Naselli. Al suo fianco il convento è costruito attorno ad un chiostro dal gusto gotico-catalano.

Spostandoci verso Corso Vittorio Emanuele incontriamo la Chiesa della Santissima Annunziata. Annunciata da un’ampia scalinata mostra la sua rigorosa eleganza che viene esaltata da un posizione scenografica. L’attuale fabbrica risale agli anni settanta del Settecento quando venne ricostruita in seguito ai danni subiti dal terremoto del 1693.

Le origini però sono più antiche, intorno alla metà del Quattrocento venne costruita la prima chiesa dedicata alla Santissima Annunziata sulla chiesa romanico-bizantina di San Nicola. Dietro al semplice prospetto si aprono tre navate con volte a botte, la pianta è a croce latina e sulla crociera si innalza l’imponente cupola costruita a metà del XIX secolo.

Una pagoda simbolo di pace

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Molto interessante è la Pagoda della Pace. Il monumento buddista è stato costruito in Contrada Canicarao, davanti all’ex base missilistica della Nato. Voluta fortemente dal monaco giapponese Morishita è stata inaugurata nel 1998. Alta 16 metri e larga 15 è una delle poche pagode realizzate in Europa. In questo tempio buddista si celebrano due importanti ricorrenze La festa dei fiori ad aprile e la Festa della pace a luglio.

La storia di Comiso

Le tessere di un mosaico romano del II secolo d.C, trovate nella piazza centrale nei pressi della fonte Diana, ci aiutano a datare la presenza umana nell’area in cui si estende l’odierna città. Due secoli dopo, in epoca Bizantina, si costituisce il Casale di Comiso circondato da mura che proteggono l’abitato che si sviluppa attorno ai Monasteri di San Nicolò e di San Biagio.

Con le dominazioni arabe, normanne e aragonesi la città cresce e si espande fuori dalle mura. Alla fine del Trecento la città passa sotto la Contea di Modica, ma nel 1571 diventa essa stessa contea retta dai principi Naselli. In questo periodo Comiso sarà arricchita di chiese, monasteri e anche un ospedale pubblico: il Monte di Pietà. Il terremoto del 1693 distruggerà gran parte di queste architetture e la città verrà ricostruita assumendo l’attuale aspetto barocco.

La foto della Cupola della Basilica della Santissima Annunziata è di Sergio Lanna.
La foto del prospetto della Basilica di Santa Maria delle Stelle è di Tiberio Frascari.
La foto della Pagoda della Pace è di Rel-azioni.
La foto dell’ex Mercato ittico è di Salvatore Brancati.

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