Il commissario Montalbano in replica – 2020

Dopo l’enorme successo dei nuovi episodi Salvo Amato, Livia mia e La rete di protezione, Salvo Montalbano torna su Rai 1 con una serie di repliche che ci terranno compagnia il lunedì a partire dal 30 marzo 2020.

Lunedì con Montalbano

Le repliche del Commissario Montalbano ogni lunedì alle 21:30 su Rai 1. Di seguito l’elenco delle puntate e la trama.

30 marzo – L’altro capo del filo
Gli sbarchi di migranti si susseguono quasi ogni notte, e Montalbano deve affrontare questa emergenza con i suoi pochi uomini, che lavorano senza sosta. E lo fa senza perdere mai la sua umanità e il suo senso di giustizia. In mezzo a tutto ciò, un terribile delitto si abbatte su Vigata: Elena Biasini viene barbaramente massacrata nella sua sartoria. L’omicidio sembra inspiegabile. Ma Montalbano saprà afferrare il filo della vita di questa donna misteriosa e straordinaria e scoprirà la lacerante verità che sta dietro la sua morte.

6 aprile – Un diario del ’43
Tre storie arrivano a Montalbano dal passato: la scoperta, dopo la demolizione di un vecchio silos, di un diario scritto nell’estate del 1943 da un ragazzo che allora aveva quindici anni, un certo Carlo Colussi. Il ragazzo, intriso di ideologia fascista, confessa di aver compiuto un atto terribile all’indomani dell’8 settembre 1943, una strage. Il giorno stesso della scoperta del diario si presenta da Montalbano un novantenne dall’aria arzilla, un certo John Zuck. L’uomo, vigatese di nascita, durante la guerra fu fatto prigioniero dagli americani. Tornato a Vigata ha scoperto il suo nome inserito erroneamente sulla lapide dei caduti in guerra. Chiede a Montalbano se può aiutarlo a far cancellare il suo nome dal monumento. Tra le luminarie della festa di San Calorio, Montalbano capirà che le tre storie sono collegate fra loro. Ma in modo del tutto sorprendente. E tragico.

13 aprile – Il gatto e il cardellino
A Vigata si susseguono una serie di scippi dalle modalità a dir poco anomale. Lo scippatore si ferma davanti alle sue vittime, vecchiette in procinto di recarsi a messa e, pistola alla mano, si fa consegnare la borsetta, per poi sparare mancandole. Intanto Ignazio Coglitore, uomo fanatico e integralista, ha quasi distrutto il pronto soccorso dell’ospedale di Vigata, dopo che un infermiere gli ha comunicato che sua figlia Mariuccia è incinta. Uno stimato ginecologo di Vigata, il dott. Landolina è scomparso, dopo essere andato a pescare al molo di Vigata: è finito in acqua? Si è suicidato? È stato ammazzato? Tocca a Montalbano scoprirlo.

20 aprile – Il gioco delle tre carte
Girolamo Cascio, noto costruttore edile di Vigata, legato alla famiglia mafiosa dei Riolo, viene ritrovato morto sul ciglio di una strada. Ciccio Monaco, ragioniere nella ditta di Cascio, è convinto che l’uomo non sia vittima di un pirata della strada ma che sia stato ucciso e confida i suoi sospetti a Montalbano riferendo che, nei giorni precedenti alla sua morte,  Cascio era rimasto molto turbato da alcune telefonate fatte da un uomo con la voce molto roca e sgradevole. Le perizie della scientifica confermano delle stranezze nella dinamica dell’incidente.

4 maggio – Il campo del vasaio
In un mattino di tregenda viene ritrovato presso il critaru, un impervio pendio argilloso, un sacco con dentro un cadavere fatto a pezzi: un uomo, ucciso e nascosto lì da circa due mesi. Montalbano inizia l’indagine, ma presto emerge anche un altro, grosso problema, che non può essere più ignorato: Mimì Augello, da tempo piuttosto cupo, diventa sempre più irascibile, scontroso, intrattabile; è spesso aggressivo e ingiusto con i sottoposti; insomma, al commissariato non si respira più. Montalbano capisce di dover fare qualcosa, e in breve scopre che Mimì ha un’amante, con la quale si incontra in segreto, di notte. Salvo ritiene che la tresca sia alla base dello strano comportamento di Mimì, che presto va di male in peggio: Augello pretende che Salvo gli assegni il caso del morto al critaru, altrimenti chiederà al questore il trasferimento ad altra sede. Montalbano prende tempo, e intanto va avanti con l’indagine, e scopre che il morto nel sacco è stato ucciso e sistemato in una maniera che richiama antichi rituali mafiosi: perciò di delitto di mafia si tratta, e non solo, ma operato da qualcuno che conosce bene il modo in cui agiva la vecchia mafia. E questa pista sembra presto avere conferma: il caso del critaru si intreccia con un altro caso, la scomparsa di Giovanni Alfano, denunciata dalla moglie Dolores. Alfano è parente dell’ormai vecchissimo e malato Balduccio Sinagra. Montalbano scopre che il morto nel sacco è appunto Giovanni Alfano, e molti elementi fanno pensare che questi possa essere stato ucciso, in quanto traditore, per ordine di Balduccio. L’indagine sembra avviata verso la sua risoluzione, quando d’un tratto Salvo scopre un fatto che lo sconvolge: la relazione adultera di Mimì potrebbe  essere collegata con l’omicidio del critaru e questo forse potrebbe avere conseguenze per lo stesso Augello. Per Montalbano si prospetta un caso più complicato dei soliti in cui l’amicizia con il fidato Mimì giocherà un ruolo significativo.

18 maggio – Come voleva la prassi
Il cadavere di una bella ragazza viene ritrovato nudo, con indosso solo un accappatoio intriso di sangue, sul freddo pavimento di un androne di via Pintacuda. Cosa ha spinto la ragazza a trascinarsi, esanime, fin lì dentro? Montalbano sospetta che la vittima sia una prostituta proveniente dall’Est Europa. E spera che i Cuffaro, che gestiscono il mercato della prostituzione a Vigata, isolino i responsabili di un crimine così efferato. Per tutta risposta, il commissario diventa oggetto lui stesso di un attentato. Le indagini portano Montalbano a scovare tra i condomini non l’assassino, ma un complice, che ha assistito e ripreso con una telecamera, il festino in cui ha trovato la morte la ragazza, a cui hanno partecipato, mascherati ma riconoscibili, i notabili della zona. Durante l’indagine, Montalbano conosce un giudice in pensione, Leonardo Attard, che sta revisionando tutti i processi che ha celebrato, per essere sicuro di non essere mai stato condizionato nel giudizio dai problemi personali. Un incontro inquietante, che lo lascerà con molti interrogativi.