Cosa vedere a Scicli
Scicli una meraviglia siciliana
Scicli è una delle mete più interessanti del sud est siciliano. La cittadina si trova a pochi chilometri da Ragusa e Modica ed è molto vicina al mare. Il centro di Scicli, intimo e raccolto, si presta ad una visita a piedi o in bicicletta.
Montalbano a Scicli
Passeggiando ti accorgerai di essere a Vigata! Tra i luoghi di Montalbano più famosi riconoscere il commissariato di Vigata, l’ufficio del questore di Montelusa e la Mannara. Ogni angolo di Scicli racconta un’episodio de Il commissario Montalbano, pronti a scoprirli?

Visitare Scicli senza pensieri
Non vuoi sprecare tempo a studiare itinerari e creare percorsi? Vuoi evitare di perderti e trascorrere la vacanza a leggere una guida? La risposta è semplice: scegli le nostre visite guidate di gruppo o su misura per goderti la vacanza. Ti proporremo un itinerario, organizzeremo la visita per te e ti daremo tanti consigli su cibo, esperienze e cosa vedere nei dintorni!
Cosa vedere a Scicli in mezza giornata
In mezza giornata potrete visitare i principali monumenti della città. Tra i luoghi imperdibili c’è senza dubbio via Francesco Mormina Penna: passeggiando nell’elegante corso visiterete le chiese di San Giovanni, San Michele e Santa Teresa, e i palazzi Spadaro e Bonelli-Patanè. Se siete fan del commissario Montalbano visitate il commissariato di Vigata, la stanza del questore nel palazzo comunale e gli altri luoghi di Montalbano in giro per la città. Visitate palazzo Beneventano e la vicina piazza Italia con la chiesa Madre, raggiungete il quartiere di San Bartolomeo per scoprire i palazzi Iacono e Fava e la chiesa incastonata nella cava.
Consiglio extra: se avete un passo svelto potreste visitare anche piazza Busacca.
Cosa vedere a Scicli in un giorno
Se avete un giorno intero a disposizione, potrete visitare tutti i monumenti suggeriti per la visita di mezza giornata. Quindi iniziate da via Mormina Penna, seguite via Aleardi e passeggiate lungo il pittoresco torrente scoperto fino ad arrivare a piazza Busacca. Continuate per la cava di Santa Maria la Nova per visitare le chiese del quartiere e la cavuzza di San Guglielmo.
Non perdete palazzo Beneventano, piazza Italia e la chiesa Madre e i monumenti del quartiere San Bartolomeo. Prendetevi del tempo per salire sul colle di San Matteo: il percorso e il panorama dall’alto ripagheranno la fatica di salire fin lassù.
Consiglio extra: se siete dei grandi esploratorio potreste trovare la forza e l’energia di visitare anche il Convento della Croce. Lì potrete arrivare in auto!
Cosa vedere a Scicli in più di un giorno
Se avete più tempo, seguite i consigli per la visita di una giornata e aggiungete la visita del Convento della Croce. Visitate gli interni di palazzo Spadaro e palazzo Bonelli, controllate quale mostra è presente a MACc, il museo di arte contemporanea di Scicli.
A pochi chilometri dal centro storico vi aspettano spiagge e mare per un’esperienza nella natura. Andate a Sampieri per passeggiare sulla spiaggia con il più bel sistema dunale della zona e raggiungete la suggestiva Fornace Penna, la Mannara di Montalbano. Se siete amanti dei trekking non perdete il parco di Costa di Carro, un sentiero costiero tra rocce a strapiombo sul mare, spiagge e macchia mediterranea, e la Riserva della foce dell’Irminio.
Una guida per Scicli
La nostra guida con informazioni su cosa vedere, storia e curiosità sui monumenti della città.
Via Francesco Mormina Penna
Via Francesco Mormina Penna è considerata una delle vie più belle della Sicilia e rappresenta il cuore tardobarocco di Scicli. Chiese settecentesche, eleganti palazzi ottocenteschi e novecenteschi corrono fianco a fianco in perfetta armonia.
Camminando sulle basole dorate di questo antico corso troverete le chiese di San Giovanni, San Michele e Santa Teresa, incontrerete palazzo Spadaro e il palazzo comunale diventato il celebre commissariato di Vigata!
Palazzo Comunale o commissariato di Vigata?
Il Municipio è stato costruito nei primi anni del Novecento in stile eclettico con richiami rococò, neoclassici e liberty. Nonostante sia immerso in un contesto barocco, le sue linee eleganti lo rendono armonico all’ambiente. Il palazzo ospita anche l’ufficio del sindaco che, grazie alla fiction Il commissario Montalbano, è conosciuto come “la stanza del questore di Montelusa”. Nei bassi del palazzo, dove in passato si trovava il Circolo di conversazione e poi l’ex Camera del lavoro, oggi troverete il set originale del commissariato di Vigata con gli uffici dei protagonisti della serie e la stanza di Salvo Montalbano. Non è fiction, è realtà!
Chiesa di San Giovanni
Le linee del palazzo comunale continuano nello sorprendente prospetto della chiesa di San Giovanni. La facciata verticale, con movimenti concavi e convessi, è un capolavoro tardo barocco con richiami al neoclassicismo. All’interno la pianta ovale crea un ambiente intimo e spirituale. La chiesa custodisce una sorprendente iconografia di Cristo con una gonna: il Cristo di Burgos o Cristo in gonnella. All’interno sono ancora leggibili i simboli della clausura, i più evidenti sono i balconcini con gelesie (grate lignee) che nascondevano le monache durante la preghiera.

Chiesa di San Michele
A pochi metri, incastonata tra palazzo Spadaro e palazzo Bonelli, si può ammirare la chiesa di San Michele. Anche questa è stata una chiesa di clausura. L’interno è riccamente decorato con colorati e originali stucchi che richiamano la musica. Il portale laterale destro è un grande esempio della geniale architettura tardo barocca.
Palazzo Spadaro
Otto balconi a petto d’oca corrono lungo la raffinata facciata di questo palazzo settecentesco, retti da sontuose e decorate mensole. Lo scalone d’ingresso è monumentale e decorato con due dipinti simbolici: l’allegoria della Povertà sulla rampa che conduce alle stanze della servitù e l’allegoria della Ricchezza sul lato percorso dalla famiglia Spadaro. Scegliete da quale lato salire al primo piano e scoprirete quale sorte vi è toccata!
Gli interni sono sfarzosi, ricchi di richiami mitologici e allegorici. La camera da letto conserva l’originale pavimentazione in maiolica, l’alcova e una porticina che rivela un segreto. I saloni ospitano una pinacoteca con le opere del Gruppo di Scicli, una delle scuole pittoriche contemporanee più importanti in Italia.
Affacciata sulla strada, a piano terra, c’è l’Antica Farmacia Cartia. I bassi hanno ospitato la farmacia fino al 2002, oggi è un museo che racconta la storia degli speziali con arredi dei primi Novecento e farmaci, strumenti e vasi originali di fine Ottocento.

Chiesa di Santa Teresa
Chiude la via la chiesa sobria chiesa di Santa Teresa. Le forme rigorose sono alleggerite dal signorile finestrone centrale che ricorda un rosone di tradizione medievale. L’interno è un esplosione di stucchi e colorate decorazioni di gusto rococò con motivi floreali, putti, angeli e conchiglie. Merita una menzione il bellissimo pavimento in pietra bianca e pietra pece con un articolato disegno geometrico.
Piazza Busacca
Dalla parte bassa di via Mormina Penna si può raggiungere piazza Busacca passeggiando per via Aleardi e costeggiando il torrente. La passeggiata Aleardi vi permetterà di conoscere un’area molto suggestiva del centro di Scicli.
Piazza Busacca è una signorile piazza, progettata a fine Ottocento, e dominata dalla chiesa e dal convento del Carmine. Al suo centro ospita la statua di Pietro di Lorenzo Busacca, benefattore a cui è intitolato anche il vicino palazzo, riconoscibile dall’orologio circondato da due sirene, posto in cima al prospetto.
Chiesa e convento del Carmine
L’attuale facciata della chiesa risale al secondo Settecento; è caratterizzata da un sobrio ma raffinato stile rococò ed è divisa in tre ordini. L’interno è molto luminoso e accoglie i visitatori con un tripudio di candidi stucchi e putti sognanti di stile rococò. L’altare principale, in marmo, è sovrastato dalla statua della Madonna del Carmine, che regge Gesù bambino.
La facciata del convento è invece articolata su un doppio ordine. Nel primo si aprono alcune botteghe e il portone che introduce al chiostro; nel secondo, più interessante, si aprono una serie di finestre e un balcone abbellito con una ringhiera in ferro battuto. Sotto alcune finestre si può notare la Croce dei Cavalieri di Malta, a cui i Carmelitani appartenevano. Dal chiostro si può accedere al MACc, il Museo di Arte Contemporanea di Scicli.

Cava di Santa Maria La Nova
Oltre Piazza Busacca si procede verso la il quartiere di Santa Maria la Nova. Sulla strada incontrerai la chiesa della Consolazione, il convento del Rosario in alto, e la chiesa di Santa Maria la Nova. Alle spalle si estende la cavuzza di San Guglielmo con l’eremo: un piccolo gioiello che sembra un presepe.
Chiesa della Consolazione
La chiesa di Santa Maria della Consolazione è annunciata da una scalinata che termina su un sagrato coperto di basole dorate. Porta la scritta Patrona Civitatis (patrona della città), privilegio concesso dal Re di Spagna Filippo IV nel 1645 e che testimonia quanto fosse forte la devozione popolare per Maria della Consolazione.
Il singolare portale laterale è un mix di architetture con richiami ad elementi gotici. Il campanile, sul lato sinistro, è decorato con maioliche colorate ed è isolato dal prospetto: un caso unico per le architetture ecclesiastiche di Scicli.
Chiesa e convento del Rosario
Inerpicandosi per le vie che si arrampicano sulla collina alla sinistra della chiesa della Consolazione, si arriva alla Chiesa e Convento del Rosario. Costruiti sulla sommità del Monte Campagna, la chiesa inizialmente era dedicata alla Madonna di Monserrato che dai documenti ritrovati si può datare intorno al 1516.
In parte distrutta dal terremoto del 1693, fu ricostruita e modificata nel corso del tempo. Fu sede di scuole di teologia e filosofia che formò sacerdoti di grande intelletto e cultori di lettere. Dal terrazzo davanti l’ingresso di gode di una bella vista sulla città.
Chiesa di Santa Maria La Nova

La chiesa di Santa Maria La Nova è l’ultima architettura ecclesiastica completata nel centro storico di Scicli (1857). Le sue sorti sono legate al testamento del benefattore Pietro Di Lorenzo Busacca che destinerà un’enorme ricchezza alla Confraternita.
La maestosa struttura ne fa la chiesa più monumentale di Scicli. Il prospetto a tre ordini è concluso dalla torre campanaria e richiama architetture neoclassiche tipiche dell’800. L’interno a tre navate custodisce la statua lignea del Cristo Risorto, chiamato Uomu Vivu o ‘U Gioia, portato in processione il giorno di Pasqua da una folla urlante e festosa. La festa di Pasqua è la più partecipata e attesa in città. Merita una menzione anche la statua della Madonna Addolorata attorno alla quale c’è una forte devozione.
Nella parte posteriore c’è il piccolo eremo di San Guglielmo con il giardino e il tronco del cipresso che secondo tradizione sarebbe stato piantato dal Santo. Il beato Guglielmo è il santo protettore della città insieme alla Madonna delle Milizie. Il quartiere della cavuzza di San Guglielmo è consigliato per una passeggiata in uno dei luoghi più antichi, irregolari e affascinanti della città.
La chiesa di Santa Maria la Nova è il luogo da cui inizia la Festa di Pasqua, ‘u Gioia.
Piazza Italia, chiesa Madre e palazzo Beneventano
Piazza Italia è la piazza più grande della città, con la caratteristica forma allungata che segue l’andamento del torrente San Bartolomeo, che scorre sotto. La piazza è un importante luogo di ritrovo e spazio per eventi e mercati. Si affacciano sulla piazza numerosi palazzi dell’aristocrazia locale, il cineteatro Italia e la chiesa Madre.
Chiesa Madre
La chiesa ha un facciata solenne, con due piccoli campanili ai lati; in alto è possibile leggere la data 1757, che ricorda il completamento della chiesa. L’interno, a pianta basilicale, è articolato in tre navate riccamente decorate. Gli elementi più interessanti si trovano nella navata sinistra, dove sono conservati due quadri che raffigurano la “battaglia delle Milizie”, una leggendaria battaglia tra mussulmani e cristiani, che si sarebbe combattuta sulle coste sciclitane e sarebbe stata vinta dai cristiani grazie all’intervento miracoloso della Madonna delle Milizie.
Tra le due tele è custodita la statua della Madonna delle Milizie (o Madonna guerriera), vestita come una regina in battaglia su un cavallo bianco.
La statua è protagonista della Festa della Madonna Milizie e della rievocazione teatrale che si ripete ogni anno l’ultimo sabato di maggio.
Palazzo Beneventano

A pochi passi dalla chiesa si trova uno dei palazzi nobiliari più rilevanti della Sicilia: palazzo Beneventano. I due prospetti, uniti da un possente angolo, non possono passare inosservati grazie agli eccezionali mascheroni. Occhi fuori dalle orbite, linguacce ed espressioni spaventose caratterizzano gli elementi che decorano il prospetto. Le facce di irriverenti mostri, grotteschi mascheroni, linguacce e teste di mori decorano il palazzo e raccontano contrasti e antipatie tra potenti famiglie locali. La magnificenza delle decorazioni fa del palazzo Beneventano un capolavoro dell’architettura tardobarocca.
Cava di San Bartolomeo
Dalla chiesa Madre si può rapidamente andare verso la il quartiere di San Bartolomeo. Chiusa tra la collina di San Matteo e quella della Croce, la cava si estende per circa cinquecento metri, regalando scenari urbani e naturali di grande fascino.
Palazzo Iacono e Palazzo Fava
Incamminandosi per via San Bartolomeo, si incontra subito palazzo Penna-Iacono, riconoscibile dall’aristocratico prospetto dominato da un monumentale portale d’ingresso. I fan di Montalbano potrebbero riconoscere, nell’ingresso di questa residenza, la questura di Montelusa. Poco più avanti, sull’altro lato della strada, non può passare inosservato palazzo Fava, riconoscibile dal maestoso balcone dei Grifi. Le quattro mensole sono decorate con figure fantastiche, che sembrano ispirate a un racconto fantasy: volti barbuti reggono cavalli alati dal corpo pesciforme, che vengono cavalcati da putti e figure fantastiche. Al centro, due straordinari grifi con testa d’aquila e arti di leone.
Chiesa di San Bartolomeo

In fondo, al centro di questo stretto canyon, si staglia la chiesa di San Bartolomeo. Il contesto naturale intorno alla chiesa la rende un’architettura di bellezza unica, «una perla dentro le valve di una conchiglia», come la definì l’architetto Paolo Portoghesi. Stupenda!
La facciata piramidale a tre ordini testimonia le influenze neoclassiche durante il periodo tardo barocco post-terremoto del 1693. L’interno è ricchissimo e conserva numerose opere d’arte, tra cui il presepe settecentesco con statue in legno dello scultore napoletano Pietro Padula e la Deposizione di Cristo, tela del pittore Mattia Preti, uno dei più importanti interpreti del caravaggismo nel Seicento.
Le grotte di Chiafura
Sul costone roccioso, a sinistra della chiesa e oltre la stessa, si sviluppa il quartiere rupestre di Chiafura, caratterizzato da abitazioni scavate nella roccia.
«Sopra le ultime casupole di pietra […], si sale una specie di montagna del Purgatorio, coi gironi uno sull’altro, forati dai buchi delle porte delle caverne saracene, dove la gente ha messo un letto, delle immagini sacre o dei cartelloni di film alle pareti di sassi, e lì vive ammassata, qualche volta col mulo», con queste parole Pasolini descrisse il quartiere rupestre. Lo scrittore visitò Chiafura nel 1959, insieme a Carlo Levi, Renato Guttuso e altri intellettuali, politici e giornalisti.

Simile ai Sassi di Matera, le «cento bocche» di Chiafura furono abitate fino ai primi anni Sessanta. Dopo una lunga battaglia per la casa, gli abitanti lasciarono le grotte per abitazioni dignitose. Le grotte sono visibili da via San Bartolomeo o salendo tra le stradine che si arrampicano nella collina; al momento, il quartiere non è visitabile, nonostante sia uno dei luoghi più rilevanti di Scicli.
Sui colli: la chiesa di San Matteo

In cima al colle di San Matteo, dove si sviluppava l’antica Scicli, sorge la chiesa di San Matteo. Dall’alto domina il centro urbano e offre una magnifica vista fino al mare. Simbolo indiscusso di Scicli, è stata a lungo abbandonata. Dopo il terremoto del 1693 la città venne ricostruita a valle, ma i cittadini, legati al luogo che custodiva le reliquie del Beato Guglielmo, decisero di ricostruire la chiesa sul colle.
I lavori non furono mai completati. La chiesa fu definitivamente abbandonata nel 1874, il tetto fu smantellato e la chiesa madre trasferita in piazza Italia. Il campanile settecentesco caratterizza il fianco destro. Il prospetto sobrio ed elegante si sviluppa su due ordini. L’interno è a pianta basilicale a tre navate. Sotto si estendono le catacombe utilizzate fino al 1884.
Nonostante oggi sia chiusa, consigliamo di arrivare in cima per vedere San Matteo dall’esterno e godere della fantastica vista su Scicli.
Sui colli: il convento della Croce

Costruito sull’omonimo colle, questo complesso cinquecentesco non fu distrutto dal terremoto del 1693. Più che l’architettura, è interessante come si adatti perfettamente alla collina come fosse una roccaforte.
Il convento si sviluppa attorno a due chiostri trapezoidali a ridosso dello strapiombo. Dal secondo cortile si accede a una loggia a bifora che offre un meraviglioso panorama.
Il monastero fu fondato all’inizio del XVI secolo dai Frati minori. Nella facciata si riconoscono bellissimi elementi tardo gotici: il portale d’ingresso con due archi ciechi, e tre stemmi, tra questi quello dei Conti di Modica. Il prospetto è completato da due colonne tortili, sotto quella di destra un leone viene morso da un ramarro, e da altorilievi che raffigurano un roditore che morde dei grappoli d’uva e un agnello pasquale acefalo.
L’interno della chiesa presenta un sobrio stile barocco. Vicino alla chiesa è ancora visibile il piccolo oratorio dedicato alla Madonna di Sion risalente alla metà del Quattrocento. Tutto il convento e visitabile e dall’alto si gode di una stupenda visita sulla città.
La storia di Scicli
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