Sampieri: il mare, la Fornace e la Mannara

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Sampieri, la Fornace Penna e la spiaggia di Costa di Carro, in questo articolo troverete informazioni utili per scoprire questo angolo di paradiso a due passi da Scicli.
sampieri_spiaggia_scicli_fornace_penna_mannara_manneraSampieri fino ad un decennio fa era un piccolo borgo di pescatori con un grazioso centro costituito da un dedalo di viuzze lastricate che si sviluppano sul fianco del lungomare che accompagna la spiaggia. Ancora oggi è un’affascinante borgo abitato da meno di mille persone durante l’inverno che si moltiplicano in estate. Rimangono ancora pochi e caparbi pescatori, ma oggi le attività economiche principali sono l’agricoltura e il turismo.

D’estate Sampieri si trasforma in una località molto movimentata e ricca di turisti. La lunghissima spiaggia si estende fino alla fine del territorio sciclitano protetta da una lunga schiera di dune e da una pineta. Sulla scogliera, alla fine della spiaggia resiste la Fornace Penna, un meraviglioso rudere di archeologia industriale che chiude idealmente Sampieri e la sua spiaggia.

Negli ultimi anni Sampieri è diventata la meta preferita da giovani e da chi ama tirare fino a tardi: di giorni in tanti affollano la bella spiaggia, di sera il lungomare e i locali. Lungo i due chilometri di arenile, bagnato dall’acqua cristallina del mar Mediterraneo, troverete alcuni lidi dove è possibile noleggiare sdraio e ombrelloni. Alcuni di questi, propongono concerti e djset e sono molto frequentati dall’orario dell’aperitivo fino a notte fonda.

Sampieri è un luogo ricco di fascino, ad agosto potrete vivere una vacanza molto movimentata, negli altri mesi assaporerete il fascino sereno di un piccolo borgo alla fine dell’Europa.

La Fornace Penna

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L’imponente Fornace Penna per i locali è “‘u sabbilimientu bruciatu” (la fabbrica bruciata), per i visitatori è la Mannara di Monatalbano. Voluta dal Barone Penna e realizzata su progetto dell’ingegner Ignazio Emmolo, la Fornace fu completata nel 1912 e da quel giorno si affaccia sul mare di Punta Pisciotto. La fabbrica, dotata di un forno Hoffmann, era una delle industrie più all’avanguardia del meridione. Produceva laterizi riuscendo a sfornare diecimila pezzi al giorno tra mattoni e tegole che venivano vendute in molti paesi mediterranei, soprattutto a Malta e in Libia.

La Fornace è articolata su tre piani, e il corpo principale è a pianta basilicale tanto da somigliare più ad una antica chiesa che ad una fabbrica. Per queste ragioni è stata definita da Vittorio Sgarbi una «basilica laica in riva al mare». Su un lato fu costruita la ciminiera, intorno, circondato da vigneti, fu ricavato un grande spiazzo dove lasciar asciugare i laterizi prima di essere commercializzati.

La Fornace Penna dava lavoro ad un centinaio di persone dei ceti più bassi, molti degli operai erano poco più che adolescenti. Il 26 gennaio 1924 un incendio doloso la distrusse completamente. Vano fu il tentativo dei marinai di Sampieri, degli agricoltori dei fondi vicini e dei tanti operai, che cercarono di spegnere il rogo che ancora oggi rimane oscuro.

Sospetti di vendette politiche, possibili motivazioni di concorrenza si intrecciano in una tela che copre il mistero. La verità andò in fumo con la Fornace. «Hanno tolto il pane a tanti operai a me non hanno tolto nulla», commentò il Barone Penna la notizia dell’incendio alla Fornace, mentre l’ingegner Ignazio Emmolo, a lungo rettore della fabbrica, si lasciò andare ad una sofferta promessa: «Non una sola ora, non una sola lira per il Pisciotto».

Da quel giorno la Fornace Penna resiste a due passi dal mare, sferzata dai venti e dalla salsedine che di tanto in tanto causano alcuni crolli.

Tra tutti i luoghi di Montalbano la Fornace Penna è sicuramente quella che, insieme al Commissariato, ritorna più spesso sul piccolo schermo.

La spiaggia e il parco di Costa di Carro

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Se non volete rinunciare alla tranquillità e amate le spiagge immerse nella natura vi suggeriamo di stendervi nella spiaggia di Costa di Carro. La piccola spiaggia è facilmente raggiungibile in macchina ma anche a piedi. Alla fine del lungomare di Sampieri vi ritroverete in un grazioso porticciolo con una schiera di case affacciate sul mare, superando questo suggestivo “borgo dentro il borgo”, vi si aprirà davanti un’ampio tratto di costa con una ripida scogliera sul mare. Dopo questa gradevole passeggiata vi si aprirà davanti la bella spiaggia di Costa di Carro.

La spiaggia con le sue belle dune è chiusa da un lato da Punta Sampieri, dall’altro dal Parco extraurbano di Costa di Carro che con la sua scogliera coperta da macchia Mediterranea si estende fino a Cava d’Aliga, includendo anche Punta Corvo. Il parco è una fantastica oasi natural dove crescono rigogliosa la tipica palma nana e le agavi. Costa di Carro è perfetta per rilassarsi al mare o fare passeggiate a piedi o in bicicletta. Due chicche: la Grotta dei Colombi, ‘a Spaccazza.

Sampieri, la storia

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Nello stesso luogo in cui oggi sorge Sampieri pare che in epoca greca fosse stata fondata una colonia chiamata Apolline. Storici e geografi arabi, invece, identificano la borgata con “Marsa Siklah”, un porto dove approdavano le navi proveniente dal nord Africa fino al XIII secolo.

Sull’etimologia del nome non ci sono molte certezze, secondo alcuni potrebbe essere legato al passaggio di San Pietro apostolo che sarebbe sbarcato a Sampieri nel 40 d.C durante un viaggio verso Roma. Anche San Paolo sarebbe passato da qui nel il suo terzo viaggio apostolico proveniente da Malta.

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