Scicli: luogo del cuore

Le città sono fatte anche delle storie di chi le vive. Vi proponiamo il racconto dei viaggi di Vincenzo Mania, le sue partenze e i ritorni. Una storia d’amore a distanza. Se vuoi racconta il tuo viaggio.donnalucata_mare_tramonto_spiaggia_micenciScicli è per me un luogo del cuore.
E dire che non ci sono nato e non ci ho nemmeno vissuto tanto, solo 5 anni della mia vita. Il resto a Modica, Catania e ora Torino. Eppure se c’è un luogo dove riesco a riappropriarmi di me stesso è questo piccolo paese in provincia di Ragusa. In una vallata senza verde, tutta fatta di pietra, cesellata da mani sapienti dal 1693 in poi, c’è questo misterioso agglomerato di case, palazzi e chiese che rappresenta il legame con la mia terra, con la mia gente e con i ricordi più significativi della mia esistenza.

E dire che l’ho anche odiato. Non mi ha dato lavoro, non mi ha permesso di vivere una giovinezza serena, non ha fatto nulla per trattenermi a sé e mi ha spinto altrove, in una città del nord Italia, fredda, grigia e monumentale, che mi ha permesso di distaccarmene prima e di riappropriarmene, dopo un po’ di anni, con gli occhi di chi non ci vive più e ci torna solo per brevi periodi.

E in queste ricognizioni, durante le vacanze di Natale o nel periodo estivo, inizi a guardare con più attenzione quello che hai sempre avuto sotto gli occhi e che non hai mai notato. Inizi ad ammirare vicoli e strade che prima percorrevi stancamente e che oggi ti sembrano scenari dove desidereresti tornare a vivere. Riassapori gusti e percepisci odori che ti riportano a quello che tu sei veramente e che una grande città del nord non è riuscita sovrascrivere.

scicli_chiafura_grotta_grotteRiscopri l’emozione di incontrare una persona amica per strada o di un invito inaspettato a cena, delle tavolate in famiglia e di un’improvvisa e gratuita visita guidata nell’antico insediamento rupestre di Chiafura. Eh si, questo succede a Scicli. Succede che vedi una foto su un social network, che per curiosità chiedi informazioni sul luogo fotografato e dopo due ore ti trovi in quel posto a fare una passeggiata con chi ha scattato la foto che ti racconta pilu, piliddu e u mastru ca u chiantau* su quel luogo.

A Scicli la vita scorre lentamente, tutto è dilatato e i ritmi di chi è abituato a vivere in città vanno in pensione per lasciare posto ad una rilassatezza che è un atteggiamento di vita. Nulla è urgente e arriva il tempo per fare ogni cosa senza nessuna necessità di affannarsi. È ovvio che questo atteggiamento non si addice a tutto ma vi assicuro che aiuta a dare il giusto peso alle cose, a ridimensionare attività considerate prioritarie e vitali e che si rivelano invece, se non inutili, quanto meno non così importanti.

A Scicli puoi scegliere se perderti tra le viuzze che si inerpicano sui costoni delle colline che la circondano o goderti le magnificenze barocche del centro storico con qualche incursione nei piccoli musei locali. In ogni caso, non farti mancare una sosta per assaggiare una buona granita o per goderti la cena in una delle tante trattorie.

Se vuoi allontanarti dalla storia, dai palazzi e dalle pietre cesellate, puoi decidere di spostarti verso il mare. A pochi km dal centro storico, le borgate di mare di Scicli ti offrono 18 km di costa con insenature rocciose, calette, lunghe spiagge di sabbia dorata, un’acqua che vira dal verde al blu e un sole che all’imbrunire si tuffa nel mare regalandoti cieli inaspettati e tramonti che ti si appiccicano addosso.

Il mio personale consiglio, se càpiti a Scicli, è quello di lasciarti guidare dall’istinto, girare a zonzo, chiedere informazioni ai passanti, chi ci abita è fiero di viverci e sarà ben felice di raccontarti un aneddoto, una storia o una curiosità di ciò che stai ammirando o consigliarti un posto non lontano dove rilassarsi al mare.

Io continuo a sperare di tornarci, per sempre, un giorno.

Vincenzo Mania

*motto siciliano che indica il raccontare anche i minimi dettagli.

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